Post del 26 novembre 2013
World War Z
Premessa: non ho mai molto amato il genere zombie-movie. Anzi, si può dire che l'ho sempre evitato accuratamente, salvo poche e piccole eccezioni quale, ad esempio, "I am Legend". Questo per dire che mi sono avvicinata al film più per noia che per interesse, in un pomeriggio dove dovevo svagarmi senza dovermi impegnare molto, ma soprattutto senza alcuna aspettativa.
Il risultato è stato un trionfo: ho dovuto rivedere completamente la mia posizione riguardo a questo film.
La trama, in realtà, non ha nulla di particolarmente originale (diciamocelo: visto uno zombie-movie li hai visti tutti); eppure questo film sa distinguersi per varie ragioni.
Prima cosa tra tutte, e ragione per cui non ho potuto NON amare questo film, è la regia. Marc Forster è un genio, cosa che non dovrebbe sorprenderci dal regista di Neverland, eppure lo fa, e alla grande. Le riprese sono eccezionali, riesce a dipingere queste immagini con una realtà quasi sconvolgente, tanto da portarti a sentirtene parte. Si ferma su alcune immagini, quasi come se prendesse istantanee, che ricordano una tavolozza, la focalizzazione su un momento, una sensazione, prima che il protagonista la imprima nella propria memoria. Le riprese sono raccolte in un modo che pare Forster volesse creare una serie di immagini significative per narrare una storia, più che una sequenza continua. Per tutto il film, la sensazione è quella di essere davanti ad un fumetto: un fumetto meraviglioso che prende vita sotto ai nostri occhi. Davvero meraviglioso!
Un altro aspetto che ho particolarmente amato del film è stato il discostamento dal filone epico che solitamente questo genere di film tende ad assumere: l'uomo invincibile che sfida l'oscurità per salvare il mondo intero. In questo film sono stata felice di non aver riscontrato questa mania tipicamente statunitense di enfatizzare l'immagine dell'American Hero. Gerry Lane infatti, seppure compia tutte le gesta utili a valergli il titolo, riesce comunque a non risultare forzato o mitizzato. Riesce a restare in disparte, certo un'enorme nota di merito va all'interprete, Brad Pitt, per questo, lasciando che il punto focale della vicenda sia non tanto lui o la bestialità degli infetti, che infatti vengono ripresi molto poco e quasi mai chiaramente, ma piuttosto l'impegno, comune o meno, di cercare una cura, una soluzione. La vera protagonista del film è la ricerca, e Lane, come gli altri personaggi non sono che un veicolo per raggiungere lo scopo.
Già che lo abbiamo citato, proseguiamo: Brad Pitt dimostra (vorrei dire ancora) di non essere solo un bel faccino, ma un vero attore davvero in gamba. Riesce a dar vita a questo personaggio, a dipingere un padre di famiglia comune travagliato, al punto che non solo non potremmo definirlo un eroe, ma che addirittura non definiremmo bello. Se chiedessero di descrivere il personaggio dopo la visione, nonostante l'attore mozzafiato, "bello" non sarebbe certo tra le prime cose che diremmo. Lo interpreta così bene al punto da farci dimenticare che si tratta di lui, quasi imbruttendosi e apparendo un uomo comune. Anche il resto del cast non delude, con un particolare inchino per Pierfrancesco Favino, non delude mai.
Il film risulta piuttosto lungo, eppure non pesante, l'azione si interpone invece alle fasi investigative, ma nessuna delle due visuali è mai abbastanza lunga da risultare noiosa o esagerata. Ancora una volta delle istantanee che danno una certa dinamicità al film che riesce a tenere piuttosto viva l'attenzione dello spettatore per tutta la durata della proiezione.
In definitiva, direi proprio un bel film. Piacevole, MOLTO ben girato e spettacolare quanto basta da non diventare esagerato. Mi spiace molto che non abbia avuto il seguito di altri film del genere che a mio parere non sarebbero assolutamente all'altezza di reggere il confronto. Uscisse un seguito, sarebbe uno dei pochi film degli ultimi anni per il quale non mi interesserebbe spendere l'esorbitante costo dei biglietti del cinema di oggi. Rimpiango anzi di non averlo fatto già per il primo.
Ammetto inoltre che il film mi ha parecchio invogliata a leggere anche il libro di Max Brooks da cui prende spunto. Nel caso vi dirò se reggerà il paragone col film o meno.
Per ora chiudo qui. Buona visione.
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