28 ott 2014

I regni di Nashira - Il sogno di Talitha & Le spade dei ribelli

Da grande fan del fantasy, non potevo non concentrarmi anche sulla nostra Licia Nazionale, soprattutto visto che sono stata tra le fan più folli delle Cronache del Mondo Emerso e poi del personaggio di Dubhe, anche se vedrete...non sono priva di critiche....buona lettura. 
La recensione è del 19 novembre 2013. Spero di mettere presto le mani sul terzo volume (possibilmente in edizione economica) e vedere come procede.

Bene, guys! 
Eccoci con la prima. Finalmente dopo tempo sono riuscita a dedicare del tempo all'ultima fatica della nostra connazionale Licia Troisi. Devo ammettere che non sapevo bene cosa aspettarmi, ma dopo un inizio non troppo convincente, ho dovuto ricredermi su questa nuova opera. Ho appena finito i primi due volumi, proprio all'uscita del terzo, "Il sacrificio", avvenuta giusto un paio di settimane fa. L'opera è concepita come una quadrilogia, il che, devo ammettere, è già una piacevole novità di per sé. Ma andiamo con ordine...

Il sogno di Talitha

In due parole: noioso e prevedibile. Non entusiasma particolarmente per originalità o colpi di scena. In realtà è di nuovo la stessa storia: giovane ragazza si ribella al suo destino in luce della propria indipendenza e di un obbiettivo più grande, seguita da un giovane succube e privo quasi di iniziativa. Due giovani contro il mondo, un cattivo che piega il mondo a suo favore, la corruzione al potere, una minaccia che solo i protagonisti possono sventare e un giovane amore dietro l'angolo. Insomma, lo schema è sempre quello. Certo, è uno schema in cui la Troisi eccelle, eppure speravo in un rinnovamento che andasse oltre la mera geografia e mitologia specifica dell'opera, seppure fosse comunque un inizio. 
Il mondo ricreato da Licia, è invece piuttosto interessante. Un'idea originale e ben studiata, che fa sognare, una volta tanto qualcosa di nuovo. L'idea di un mondo in cui l'aria è davvero il bene più prezioso e il cielo è un tabù inviolabile, è piacevolmente affascinante, anche nella sua estrema semplicità. Licia sa perfettamente quale magia si nasconde nei cieli, e con questo mondo ci aiuta a riscoprire il fascino che essi hanno sempre esercitato sul mondo. 
I personaggi sono, come sempre, piuttosto ben delineati. Devo ribadire però, piuttosto poco originali. Talitha, devo ammettere, mi è risultata ben poco piacevole. Nonostante io adori i personaggi femminili ribelli e controversi, Talitha mi è parsa più come una giovane fin troppo abituata alla sua posizione privilegiata. Abituata, nonostante tutto, a ottenere ciò che vuole, nel momento in cui la vita le dimostra che ognuno ha degli obblighi fa semplicemente ciò che ha sempre fatto: punta i piedi e continua a fare ciò che vuole, senza preoccuparsi troppo di chi potrebbe pagarne le conseguenze (impressione decisamente convalidata nel secondo volume). Più rilievo meritava, a mio parere, la sorella, un personaggio che poteva avere davvero i connotati di una nuova eroina, ma che è stata accantonata troppo presto. 
Saiph, inizialmente pare di nuovo il ragazzo sottomesso, messo a fianco della protagonista allo scopo di sostenerla e dare il via ad una storia d'amore. Inizialmente pare che il giovane sia piuttosto inutile e quasi una palla al piede. La situazione migliora quando i giovani sono costretti a muoversi in quello che è il mondo di Saiph. Forse il personaggio, a questo punto, poteva essere messo maggiormente in rilievo, ma in ogni caso pare riscattarsi, soprattutto perché dimostra di essere il punto focale realistico dell'intera storia. Se Talitha è viziata e ingenua fino a risultare quasi insensata, Saiph invece dimostra di essere un osservatore molto più attento e soprattutto più intelligente e realista. Una differenza tra i due giovani che diventerà più evidente nel secondo volume e rappresenterà il punto cardine della vicenda. 
La lettura è stata piacevole e lineare. Licia scrive bene come sempre, dunque la lettura scorre scorrevole e veloce. Tuttavia, alla fine del libro non potevo dirmi proprio soddisfatta. La mia opinione è cambiata radicalmente col secondo volume.

Le spade dei ribelli

Con questo secondo libro non posso che dire: ERA ORA!!!
Fin dall'inizio sono stata una grande fan di Licia Troisi e delle sue produzioni. Tuttavia devo dire che nel corso degli anni, il mio entusiasmo è andato via via scemando. La fantastica rivelazione delle Cronache del Mondo Emerso, è stata poi stemperata dalla ripresa quasi costante dello stesso schema anche nelle opere successive. Per quanto amassi quel mondo, avrei preferito anche un certo rinnovamento che invece non ho visto chiaramente. 
Nonostante alcuni schemi si ripetano anche in "Le spade dei ribelli", la storia è piacevolmente avvincente e finalmente sono tornata a sentirmi come durante il periodo dell'oro delle cronache: in trepida attesa dell'evento della pagina successiva, cosa che coi libri precedenti non ero più stata molto in grado di percepire. 
Il personaggio di Saiph finalmente prende corpo e non può che farsi amare. Per alcuni tratti ricorda molto Sennar e il suo viaggio nel Mondo Sommerso, tuttavia scoprire che lo "schiavo" in realtà non è un peso morto, ma forse il vero eroe della vicenda riempie il vuoto che invece crea la caduta del personaggio di Talitha. Anche questa caduta del personaggio principale, non è del tutto originale: sotto vari punti di vista ricorda Dubhe e la sua maledizione, ma solo per l'annunciarsi di un'oscurità che pare braccarla e farne un'assassina piuttosto che un'eroina. Per il resto Talitha è molto diversa e quelle che sono state le mie impressioni iniziali riguardo a questo personaggio non possono che consolidarsi. Talitha, per l'ennesima volta, abbandona tutto e tutti, persino la sua importante missione, solo per compiacere se stessa, non solo mettendo in pericolo Saiph, ma scaricando su di lui il proprio fardello pur di esserne libera e seguire la sua volontà. Si intuisce che dietro questa discesa nell'oblio ci sia qualcosa di più oscuro, eppure non ci aiuta a rendercela più simpatica. Anzi, non fa che sottolinearne le debolezze. Anche la sua infatuazione per Melkise non è del tutto una novità. Ritroviamo gli echi degli amori infantili di Nihal e di Dubhe per i propri maestri.
Il vero eroe dunque, è Saiph, con la sua immagine di bravo ragazzo, immensamente innamorato, pronto a tutto per il proprio amore. Persino a farsi da parte quando l'amata non ha bisogno di lui. In realtà mi trovo a chiedermi come faccia la Troisi a delineare un tale personaggio, che per mia opinione è così irreale. Saiph e Sennar non possono non affascinarci coi loro sentimenti e le proprie dimostrazioni d'amore, possiamo dire irreali e fantastiche. Personalmente, trovavo Learco un personaggio molto più credibile e affascinante, eppure Licia riesce a materializzare nelle nostre menti questi due personaggi così bene da renderceli più cari rispetto al meraviglioso Learco. Su questo punto, ancora una volta, Licia fa centro.
Finalmente sembrava di leggere di nuovo la Troisi delle Cronache, lasciandoti l'amarezza dell'ultima pagina e la necessità di un altro libro.

Ora, non vedo l'ora di leggere "Il sacrificio" e vedere se l'entusiasmo del secondo volume permarrà anche per il terzo. 
Sono davvero felice, di non essermi scoraggiata dopo il primo volume, perché il secondo merita l'attesa, quindi, guys, buttatevici sopra il prima possibile....
...LICIA IS BACK!!!


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